Fotogrammetria con SAPR: meglio Ala fissa o Multirotore?

Fotogrammetria con SAPR: meglio Ala fissa o Multirotore?

SAPR: Ala Fissa o multirotore?

Molto spesso è capitato di confrontarsi con tanti colleghi sulla scelta del SAPR giusto per operazioni di rilievo fotogrammetrico e quasi sempre si sono aperte inutili diatribe che concentravano il focus dell’argomento sulle performance del Drone.

Qui non si tratta di una gara di formula uno. Non bisogna avere il motore più potente o l’elettronica più all’avanguardia per “dominare” gli avversari.
Si perde di vista il vero obiettivo, ovvero offrire ai committenti un DATO di qualità! Perché quello che conta è l’output dei dati prodotti da un volo, non le prestazioni del mezzo durante il volo.

Quindi il primo punto è capire quale obiettivo raggiungere e di conseguenza trovare il “vettore” giusto per trasportare il “sensore” giusto che acquisirà le immagini.
Nello specifico per operazioni di Fotogrammetria bisogna avere un approccio cauto, visto che prima di scegliere un SAPR o un Sensore bisogna conoscere l’argomento.

Non è mia intenzione fare lezioni di fotogrammetria in questo articolo ma ci tengo a precisare una cosa: fare fotografie con Drone non vuol dire fare fotogrammetria!
Quando abbiamo deciso nel lontano 2015 di mettere su una realtà che si occupasse esclusivamente di rilievi fotogrammetrici da Drone, avevamo delle ottime basi nel campo della cartografia ed eravamo abbastanza capaci nell’utilizzo dei sistemi GIS.
Quindi eravamo già consapevoli della tipologia di dati di cui il mercato aveva bisogno. Per questo ci siamo attivati per cercare uno strumento più semplice ed economico di un Aereo o di un satellite ma che tramite i giusti software ci permettesse di ottenere dati di qualità da vendere ai nostri clienti.


Personalmente siamo rimasti subito colpiti dalle caratteristiche tecniche e
dell’avanguardia dei sistemi di volo automatici del SAPR ad ala fissa della Sensefly (prodotto che poi abbiamo acquistato e con cui lavoriamo da anni) poiché ci permette di programmare un piano di volo, acquisire immagini nadirali con una sovrapposizione dell’80% e sviluppare dati come Ortofoto, modelli DEM, curve di livello e nuvola di punti.
Se è vero che l’ala fissa ci permette di coprire vaste aree in poco tempo, ha una buona resistenza al vento nonostante il peso ridotto, l’autonomia in condizioni ottimali è di 40minuti e i sensori montati a bordo sono stabilizzati; bisogna anche ammettere che spesso risulta faticoso trovare un’area idonea all’atterraggio.
Infatti necessità di una linea di atterraggio di almeno 250m.
Ma con l’esperienza poi si riesce sempre a trovare un modo e se non ce la fai allora metti in campo un multirotore!

Facciamo una premessa: personalmente abbiamo sempre avuto l’idea che con un multirotore puoi svolgere attività diverse da un ala fissa. Per questo noi li abbiamo entrambi ma con scopi di utilizzo diversi.
Ad esempio per rilievi di ponti o edifici risulta comodo anche per una ricostruzione dei modelli mediante nuvola di punti.
Spesso i nostri utilizzi più comuni sono per monitorare lo stato di avanzamento di un cantiere o semplicemente scattare delle foto panoramiche utili per la produzione di fotoinserimenti.

In casi estremi, ovvero in mancanza di spazi idonei all’atterraggio del SAPR ad ala fissa, lo utilizziamo anche per piccoli rilievi fotogrammetrici pianificando sempre l’area di missione, battendo i Ground Control Point (INDISPENSABILI) con il rover GPS. In tal modo si riesce comunque a portare a casa il risultato senza compromettere l’attrezzatura e senza perdere il lavoro!
Quindi non importa se si utilizza un multicottero o un ala fissa, l’importante è che il rilievo fotogrammetrico sia di qualità e che si rispettino le regole dell’aria per garantire sempre la sicurezza di cose e persone a terra!

 


About Author

Andrea Lobuono

Amministratore della Visual Drone snc, azienda specializzata nel rilievo cartografico con droni e nell’agricoltura di precisione. Geometra abilitato e Operatore Cartografia GIS

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